La cappella ungherese

La cappella, costruita nel 1927, è frutto della collaborazione italo-ungherese e si trova nel cimitero di Vittoria.

È stata restaurata nel 2017 ed inaugurata nello stesso anno. Durante l’inaugurazione era presente il Ministro  della Difesa ungherese.

E’ dedicata ai soldati ungheresi caduti in Sicilia. Oggi la Cappella e il Museo realizzato in collaborazione con il governo ungherese educano le nuove generazioni al rifiuto di ogni guerra e alla cultura della pace.

Nel lembo più a sud d’Italia il capannone n.16 di contrada Capitina e Mendolilli, a Vittoria, in provincia di Ragusa, testimonia i segni indelebili di quel dramma umano che è stata la Grande Guerra. Sette mesi dopo l’entrata in guerra dell’Italia il 23 maggio 1915 il Ministero della Guerra si trovò davanti al problema dell’alloggiamento dei soldati nemici catturati al fronte. Si decise di costruire uno dei campi di concentramento più grandi della Sicilia. Da qui passarono oltre 18mila ungheresi e furono internati soldati di altre nazionalità come si vede dall’elenco stilato dallo Stato Maggiore nel 1919 e conservato presso l’Archivio di Stato. A mille chilometri di distanza dalle trincee gli ungheresi condivisero con il popolo siciliano sofferenze, malattie e la speranza di porre fine alla scellerata idea di ricorrere alle armi gli uni contro gli altri. Nacquero così spontaneamente sentimenti di solidarietà che fecero superare le reciproche diffidenze. Si allentò la presa: dal campo di prigionia si poteva uscire e si arrivò a coniare un “buono” per permettere ai prigionieri di ordinare e acquistare frutta, libri, biancheria e altro. A guerra conclusa in segno di rispetto per i 118 ungheresi che non fecero ritorno a casa fu eretto un monumento ossario.
Oggi questa Cappella è meta di tanti ungheresi, ma anche di scolaresche e resta uno dei luoghi simbolo per sensibilizzare le nuove generazioni alla cultura della pace e al rifiuto di ogni guerra.